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by Guido RuffinattoAprile 1, 2026 News, Eventi, Primo piano0 comments

Recupero di materiali da demolizione: nuovo gruppo di lavoro

AIS Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili avvia il nuovo gruppo di lavoro “Recupero di materiali da demolizione”.

Per presentarne contenuti e finalità organizza a Roma il workshop “Recupero dei materiali da demolizione: dalla progettazione alla gestione. Applicabilità e soluzioni facilitative”.

Quando: mercoledì 15 Aprile | Ore 9:30
Dove: ANAS Auditorium Sala Mediterraneo – Via Pianciani, 30 – Roma

L’iniziativa si svolge in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma e la Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri di Roma. Sono concessi 4 CFP.

In presenza sono disponibili 60 posti.
Sarà possibile seguire il workshop anche in streaming su piattaforma Zoom dell’Ordine degli Ingegneri di Roma.

Scarica il programma in formato PDF

Per iscriversi: info@infrastrutturesostenibili.org
È necessario specificare se la partecipazione sarà in presenza o da remoto (per ricevere il link).

Deadline iscrizioni: mercoledi 8 aprile.

Su proposta di ANAS e del Gruppo Ferrovie dello Stato, il workshop, intende superare alcune criticità legate alla progettazione e alla gestione dei materiali da demolizione, alla luce della profonda interdipendenza normativa venutasi a creare con l’entrata in vigore del DM 127/2024 (End of Waste Inerti) e del DM 5 agosto 2024 (CAM Strade).  L’obiettivo di AIS, nel suo ruolo di facilitatore tecnico tra normativa e mercato, è di promuovere linee di indirizzo progettuali e realizzative che valorizzino le scelte di reimpiego dei materiali da demolizione, dimostrando che il recupero non è solo una questione economica, ma anche di qualità e sostenibilità ambientale.

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by Guido RuffinattoMarzo 24, 2026 News, Primo piano0 comments

AIS: Infrastrutture tailor made nel rispetto del territorio

Sulle pagine di “Ambiente & Sviluppo” di Wolters Kluwer Italia il Presidente di Lorenzo Orsenigo interviene riguardo l’importanza strategica delle infrastrutture sostenibili.

  • Maggiore redditività: un investimento in infrastrutture sostenibili rende il 20% in più rispetto a un investimento in infrastrutture tradizionali.
  • Resilienza: le aziende che adottano politiche ESG sono più attrattive per gli investitori e registrano fatturati e marginalità maggiori.
  • Efficienza dei materiali: grazie alla digitalizzazione, materiali come le terre e rocce da scavo (TRS) passano da “problema” a risorsa preziosa per il cantiere.

Nell’articolo viene riportato anche il Case Study dell’intervento infrastrutturale sulla Strada Statale 337 della Val Vigezzo, a cura di ANAS SpA.

Leggi l’articolo completo

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by Guido RuffinattoMarzo 18, 2026 Comunicati stampa, News, Primo piano0 comments

Infrastrutture idriche climate-resilient: la risposta di AIS al cambiamento climatico

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, che ricorre il 22 marzo, AIS anticipa i contenuti del position paper “Infrastrutture idriche e cambiamento climatico”. Entro l’anno è attesa la pubblicazione.

Il 2026 coincide con l’anno dell’Acqua e il tema della gestione sostenibile delle risorse idriche diventa centrale. Non si tratta solo di “risparmiare acqua”, ma di ripensare radicalmente il modo in cui progettiamo le infrastrutture che la trasportano, la trattano e la restituiscono all’ambiente. Ed AIS entro l’anno pubblicherà un position paper su Infrastrutture idriche e cambiamento climatico di cui in questa occasione si anticipano i principali contenuti, che saranno oggetto di comunicazione anche in occasione della UN Water Conference di dicembre.

Il position paper è frutto dell’analisi del relativo gruppo di lavoro, composto da circa cinquanta partecipanti, professionisti e tecnici appartenenti ad alcuni dei principali player del settore, associati ad AIS, quali Cassa Depositi e Prestiti, il gruppo ASPI e SAIPEM, così come società di progettazione e di gestione come Politecnica, Stantec, ambiente srl, Italgas e il Gruppo CAP, insieme a molti altri.

In Italia, le infrastrutture idriche si trovano oggi al centro di una sfida cruciale: quella di assicurare che l’accesso e la gestione della risorsa sappiano fronteggiare adeguatamente gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. Siccità prolungate, eventi meteorologici estremi, riduzione delle risorse idriche sotterranee e deterioramento della qualità dell’acqua stanno mettendo sotto pressione un sistema già segnato da criticità strutturali, come perdite elevate nelle reti di distribuzione, carenze infrastrutturali e una governance frammentata. Una strategia innovativa di sviluppo delle infrastrutture idriche sostenibili è urgente per ridurre il gap esistente, raggiungere gli obiettivi di resilienza idrica e di uso efficiente delle risorse, mettere in sicurezza un Paese idrogeologicamente fragile.  Al tempo stesso, solo infrastrutture idriche sostenibili possono assicurare la protezione di valori come la salute pubblica e garantire uno sviluppo agricolo e industriale compatibile con il mantenimento della risorsa.

Come evidenziato da studi recenti “si tratta di uno sforzo gigantesco, stimato in almeno 230 miliardi di euro in quindici anni, pari a 15 miliardi l’anno, di cui circa 7/8 miliardi aggiuntivi rispetto agli attuali livelli di spesa. Un impatto rilevante (1/2 miliardi l’anno) anche su tutto il settore dell’ingegneria ambientale e della consulenza.”

Così se da un lato il cambiamento climatico rappresenta una sfida senza precedenti per le infrastrutture idriche, esso ne costituisce anche un’opportunità per promuovere l’innovazione e la resilienza. È un fenomeno che esercita una pressione sempre maggiore sulle infrastrutture idriche globali, mettendo in evidenza la necessità di adattarsi e innovare. Le variazioni nei modelli di precipitazione, l’aumento degli eventi meteorologici estremi e il riscaldamento globale stanno influenzando significativamente la disponibilità e la qualità della risorsa “Acqua” mettendo a rischio la sicurezza idrica e la sostenibilità delle infrastrutture. Il quadro delineato impone che l’infrastruttura idrica non possa più essere progettata e gestita assumendo che clima, disponibilità e rischi idrologici siano variabili “stabili”.

Secondo Paola Brambilla, consigliera di AIS, che insieme all’altro consigliere  Giacomo Calzoni, dell’omonima impresa di costruzioni, coordina il gruppo di lavoro “è essenziale mettere al centro un approccio basato sulla resilienza così da ridurre fragilità interne (perdite, obsolescenza, sotto-manutenzione, carenze di depurazione), aumentare intelligenza del sistema (dati, digitalizzazione, interoperabilità), integrare il territorio come infrastruttura (ritenzione, NBS, ripristino ecosistemico), e governare le interdipendenze (acqua–energia–cyber–salute). È essenziale un cambio di paradigma favorendo la transizione da gestione emergenziale a resilienza sistemica, ridefinendo i fabbisogni, i criteri progettuali e una governance inclusiva degli investimenti, in modo particolare per quanto riguarda le infrastrutture, in coerenza con l’evoluzione europea su adattamento e resilienza idrica.”

I contenuti del Position Paper

Il Position Paper di AIS proporrà una visione di infrastrutture idriche climate-resilient fondata su quattro principi integrati: resilienza, sostenibilità sistemica, innovazione e integrazione territoriale, con attenzione al bilancio materico ed energetico. AIS ritiene che la sfida che oggi si presenta relativamente alle infrastrutture idriche per effetto del cambiamento climatico avrà l’effetto di determinare una rilevante trasformazione di sistema, in grado di fare della sostenibilità un formidabile driver di competitività: dalla pianificazione integrata agli standard progettuali climate-proof, alla digitalizzazione sicura, con ricadute rilevanti anche sul fronte degli investimenti sempre più attenti a una misurazione trasparente delle prestazioni, con integrazione di opere grigie e soluzioni basate sulla natura e con piena attenzione alle interdipendenze acqua-energia-sicurezza. Il Position Paper svilupperà anche gli strumenti operativi per rendere attuabile questa traiettoria (metodologie, indicatori, strumenti di procurement e finanziamento, casi studio e proposte concrete), con l’obiettivo di orientare decisori pubblici, regolatori, gestori e filiera industriale verso un percorso e strumenti operativi condivisi di resilienza e sostenibilità sistemica del ciclo idrico.

Per affrontare queste sfide, è essenziale adottare un approccio integrato che includa investimenti in infrastrutture resilienti al clima, come sistemi di raccolta delle acque piovane, reti di drenaggio migliorato e impianti di trattamento delle acque più efficienti ed ecocompatibili. Inoltre, l’implementazione di tecnologie innovative, come sensori intelligenti e sistemi di gestione delle reti idriche basati sull’intelligenza artificiale, può migliorare il monitoraggio e la gestione delle risorse idriche, consentendo una risposta rapida agli eventi climatici estremi e una maggiore efficienza nell’uso delle risorse.

Per il presidente di AIS Lorenzo Orsenigo serve “una strategia centralizzata e consapevole di prioritizzazione degli interventi sviluppata operativamente su una tassonomia chiara degli interventi prioritari, un quadro di Governance più semplice, con una stabile e partecipata cabina di regia, insieme all’individuazione di strumenti di spesa (tariffa, fondi pubblici, fondi privati) integrati, coerenti ed efficaci, da definire per tempo, considerato anche la progressiva riduzione dell’efficacia dello strumento PNRR.”

 

Nella foto la condotta irrigua di adduzione dalla diga di Montedoglio alla Valdichiana. Saldatura di tubazioni in acciaio effettuata all’interno della nicchia di sicurezza contro eventuali crolli dei versanti di scavo.

 

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by Guido RuffinattoMarzo 5, 2026 News, Primo piano0 comments

Misurare per decidere, AIS e lo sviluppo durevole delle infrastrutture

Nell’ultimo numero della rivista tecnica LeStrade, edizioni la La Fiaccola, il Presidente Lorenzo Orsenigo approfondisce la visione dell’Associazione. A pag. 70, nella sezione “infrastrutture e mobilità”, l’articolo a firma di Carlo Dossi, analizza il ruolo di AIS nel promuovere strumenti e competenze a supporto di infrastrutture sostenibili lungo tutto il proprio ciclo di vita. Prassi di Riferimento UNI PdR 172 sul Cantiere Sostenibile; CAM (Criteri Ambientali Minimi); Life Cycle Assessment (LCA) ed il contributo delle tecnologie digitali (BIM, digital twin, data analytics) nel migliorare la sostenibilità ambientale e gestionale delle infrastrutture, i temi affrontati.

Leggi l’articolo completo

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by Guido RuffinattoFebbraio 25, 2026 Eventi, News, Primo piano0 comments

Costruiamo il futuro

Industrializzazione, sostenibilità e digitalizzazione, la proposta europea per affrontare la sfida abitativa

Giunge alla sua terza edizione il convegno promosso dai soci AIS Harpaceas e Tecnostrutture. Il convegno, che si svolge con il Patrocinio di AIS, si terrà martedì 10 Marzo presso la Sala Congressi di Assolombarda, a Milano.

Il settore delle costruzioni si trova ad affrontare un cambiamento sostanziale nel modo di produrre edifici e infrastrutture. L’evoluzione normativa, la necessità di ridurre i tempi, un’esigenza sempre maggiore di trasparenza, la riduzione dei costi e degli impatti ambientali, insieme alla crescente complessità dei progetti, rendono indispensabile un cambio di passo verso processi più industrializzati, collaborativi e digitalizzati.

Il convegno esplorerà temi su cui AIS è costantemente impegnata a confrontarsi con i suoi soci, per coniugare competenze tecniche e manageriali con gli obiettivi di sostenibilità, prestando grande attenzione al tema dell’innovazione. Nel dibattito troveranno spazio anche i modelli off-site: per AIS promuoverli significa mettere al centro una nuova visione del cantiere chiamando in causa modelli di rating capaci di valorizzare le nuove soluzioni tecnologiche per facilitare il raggiungimento dei risultati come quelli previsti dalla UNI PdR 172 promossa dall’Associazione.

Tutti i processi produttivi del comparto infrastrutturale si stanno adeguando a queste nuove tecnologie, a nuovi sistemi, a nuovi strumenti. Costruiamo il Futuro diventa quindi un osservatorio privilegiato per affermare un nuovo paradigma, mettendo a confronto i principali attori della filiera: investitori, imprese, progettisti e istituzioni.

Scarica il programma completo in PDF

Visita il sito web per info e iscrizioni

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by Guido RuffinattoFebbraio 11, 2026 Eventi, News, Primo piano0 comments

Sostenibilità e resilienza, i pillars di AIS per le infrastrutture del futuro

“La verifica di progetto, il controllo indipendente, il supporto al RUP e al Project Manager a favore della committenza pubblica e privata”. Giovedì 12 febbraio Associazione Conforma organizza un convegno su un tema strategico per il settore delle costruzioni e degli appalti.

Il convegno si svolge con il Patrocinio di AIS
Dove: Palazzo Bovara, Corso Venezia, 51 Milano

AIS contribuisce attivamente al dibattito tecnico-scientifico con un intervento a cura del presidente Lorenzo Orsenigo dal titolo “Sostenibilità e trasparenza: il valore sociale delle opere resilienti e sostenibili”.

Ne siamo convinti: non c’è futuro per le infrastrutture senza sostenibilità e trasparenza. Oggi non basta più costruire un’opera, occorre garantirne il valore sociale e la resilienza nel tempo.

La sostenibilità è ormai parte integrante della progettazione delle infrastrutture, prevista per legge sia nel Codice Appalti che nei CAM Infrastrutture e Edilizia

Esistono sistemi di rating come quello proposto dal Position Paper AIS, oggi PdR UNI 172 “Cantiere sostenibile” che sono un valido supporto ai progettisti e alle imprese per realizzare infrastrutture sostenibili.

Adotta le linee guida di indirizzo di AIS: scarica i Position Paper nell’apposita sezione del sito.

La sostenibilità non è un costo, ma un investimento.

Qui info sul programma e iscrizioni

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by Guido RuffinattoFebbraio 5, 2026 News, Primo piano0 comments

Infrastrutture e Finanza Sostenibili, al via il nuovo gruppo di lavoro di AIS

L’Italia entra nella fase post-PNRR con una sfida decisiva: rendere gli investimenti infrastrutturali stabili, credibili e attrattivi per la finanza sostenibile internazionale. In questo scenario AIS – Associazione Infrastrutture Sostenibili avvia un nuovo gruppo di lavoro dedicato al tema, consolidando ulteriormente il suo ruolo di leader nella promozione delle infrastrutture sostenibili.

Il prossimo 23 febbraio verrà avviato il gruppo di lavoro Infrastrutture e Finanza Sostenibili, che si concentrerà su tre tematiche chiave:

  • Rating ESG per la qualifica degli operatori
  • Rating sulla valutazione della sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’opera
  • Criteri per la Corporate Finance Sostenibile.

Temi che assumeranno un’importanza strategica nei prossimi anni e che si collocano nell’ambito di scelte e politiche volte ad ampliare le opportunità di un sempre più forte partenariato tra la domanda del sistema pubblico e l’offerta della finanza privata, attenta alla sostenibilità come fattore chiave nella concessione delle risorse.

Presentato lo scorso 10 dicembre a Roma nel convegno “Infrastrutture e finanza sostenibili. Un nuovo modello” che ha visto anche un contributo da parte Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, il gruppo vedrà riunirsi gli esperti delle oltre 100 organizzazioni aderenti all’associazione, che collettivamente esprimono oltre il 2% del PIL nazionale.

L’obiettivo è la nascita del Tavolo Nazionale per la definizione di un modello per infrastrutture e finanza sostenibili e la definizione di un modello riconoscibile e misurabile in grado di favorire l’incontro tra progetti infrastrutturali sostenibili e capitali green.

“Oggi non basta dichiarare di progettare un’infrastruttura sostenibile: bisogna dimostrare, con criteri chiari e comparabili, che quella sostenibilità è misurabile. È ciò che la finanza sostenibile chiede e che troppo spesso in Italia non riusciamo a fornire. Dichiara il Presidente di AIS Lorenzo Orsenigo. “Il risultato è un disallineamento tra chi progetta e chi finanzia, che rallenta la realizzazione di opere strategiche. I capitali green ci sono e crescono, ma non arriveranno se non offriamo standard rigorosi e un linguaggio comune”.  

La partecipazione al gruppo di lavoro è riservata ai Soci AIS.
Per informazioni su come iscriversi alla nostra Associazione e partecipare ai Gruppi di Lavoro scrivere a:
info@infrastrutturesostenibili.org

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by Guido RuffinattoGennaio 30, 2026 News, Comunicati stampa, Primo piano0 comments

Niscemi: appello a istituzioni e stakeholder per investire nella resilienza dei territori

AIS, Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili su frana Niscemi: appello a istituzioni e stakeholder per investire nella resilienza dei territori.

Il Presidente Orsenigo: “Basta assistere a disastri annunciati. Il costo dell’inazione è altissimo in termini sociali ed economici”.

Di fronte alla drammatica frana che ha colpito Niscemi, AIS Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili lancia un forte appello affinché si passi dalla gestione dell’emergenza a una strategia fondata sulla resilienza e sulla prevenzione. “Un disastro annunciato”, questa la frase ricorrente, ma i fatti parlano chiaro: il territorio va conosciuto, rispettato.

“Se non si agisce, le conseguenze arrivano ancor prima della possibilità di porre rimedio. E il costo dell’inazione, lo vediamo, è elevatissimo: ogni euro non investito oggi nella tutela del territorio richiederà investimenti aggiuntivi doppi o tripli nei prossimi decenni. Un prezzo altissimo in termini economici e sociali”.

Ad affermarlo è il Presidente di AIS, Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili Lorenzo Orsenigo, Associazione impegnata nella diffusione della cultura della sostenibilità, fornendo al mercato strumenti e metodi per progettare e realizzare, nonché manutenere e dismettere, infrastrutture realmente sostenibili. “Progettare, costruire, secondo criteri sostenibili – sottolinea Orsenigo – vuol dire innanzitutto fare scelte in coerenza con le caratteristiche di un territorio, con le sue fragilità, ed impegnarsi per contenere i rischi e tutelare la collettività”.

Sostenibilità come strumento di sicurezza. Forte la vocazione di AIS anche nella prevenzione. Già nel rapporto 2025 “Il Valore della Sostenibilità” l’Associazione aveva messo in guardia su costi e rischi della crisi climatica e ambientale, che non mostra segni di attenuazione. Nonostante ciò la transizione verso gli obiettivi che ne contengano gli effetti trova sempre più resistenze.

“La sostenibilità non è un elemento accessorio né una moda passeggera, ma un fattore centrale che si traduce in benessere comune” sottolinea il Presidente di AIS. L’Italia, come noto, è tra i Paesi più vulnerabili in Europa agli effetti del cambiamento climatico e la transizione ecologica può rappresentare un’opportunità cruciale per mettere in sicurezza il Paese e condividere le scelte con le comunità locali.”

“Come AIS facciamo appello a tutti gli attori, istituzionali e stakeholder, affinchè si investa nella resilienza dei territori e nella qualità del futuro, per non assistere ad altri “disastri annunciati”. Non possiamo e non vogliamo accettarlo. Il nostro compito come AIS – conclude Orsenigo – è rafforzare questa consapevolezza e offrire strumenti concreti per agire, ora.”

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by Guido RuffinattoGennaio 30, 2026 News, Primo piano0 comments

Life Cycle Assessment

La Life Cycle Assessment (#LCA) è lo strumento che aiuta a trasformare #CAM e criteri #ESG in scelte progettuali e di procurement misurabili e confrontabili. E’ quanto evidenziato nell’articolo pubblicato da Ingenio “LCA negli appalti pubblici infrastrutturali: dalla norma alla pratica operativa” riprendendo il Position Paper di AIS “Life Cycle Assessment e la catena del valore delle infrastrutture sostenibili”.

Come ricorda il presidente Orsenigo “la sostenibilità non è un costo ma un investimento”.

Leggi l’articolo su InGenio

Approfondisci le funzioni della LCA sul nostro Position Paper

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by Guido RuffinattoGennaio 27, 2026 Comunicati stampa, News, Primo piano0 comments

AIS interviene sul rapporto di Banca d’Italia “Sostenibilità e innovazione finanziaria”

Orsenigo: “Necessario un modello per misurare gli obiettivi di sostenibilità infrastrutturale ed intercettare i capitali green”

AIS, Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili, interviene sul rapporto di Banca d’Italia “Sostenibilità e innovazione finanziaria: Il ruolo emergente del Fintech for Good (F4G)”, che evidenzia l’opportunità di introdurre un quadro normativo in grado di mitigare i rischi di affermazioni false riguardo all’adozione di misure a favore della sostenibilità ambientale (greenwashing) e di garantire che le iniziative F4G siano coerenti con obiettivi di sostenibilità misurabili e verificabili. Nel documento viene inoltre sottolineata l’importanza di promuovere la collaborazione tra settore pubblico e privato e di rafforzare i programmi di educazione finanziaria.

“Sostenibilità e finanza sono sempre più legate, soprattutto nel post PNRR che dovrà reperire fondi dal mondo finanziario per sostenere lo sviluppo infrastrutturale in Italia. Per questo AIS, Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili ha avviato il gruppo di lavoro Infrastrutture e finanza sostenibili per determinare criteri chiari, affidabili, trasparenti e verificati per misurare la sostenibilità delle organizzazioni (equity) e delle opere (debt) che possano essere di indirizzo per la corporate finance nel selezionare gli investimenti più attraenti. Un passaggio che anche Banca d’Italia ha evidenziato ieri nel suo report e che come AIS condividiamo pienamente.”

“Per il mondo delle infrastrutture questo è un tema vitale ed è uno dei punti chiave della mission di AIS – afferma Orsenigo – per definire un modello per infrastrutture e finanza sostenibili oggi non basta dichiarare di progettarla, bisogna dimostrare, con criteri chiari e comparabili, che quella sostenibilità è misurabile. È ciò che la finanza sostenibile chiede e che troppo spesso in Italia non riusciamo a fornire. Il risultato è un disallineamento tra chi progetta e chi finanzia, che rallenta la realizzazione di opere strategiche. Anche i capitali green – avverte – ci sono e crescono, ma non arriveranno se non offriamo standard rigorosi e un linguaggio comune”.

“In questo scenario – conclude il Presidente di AIS – appare evidente l’importanza di dotare il Paese di un modello univoco, trasparente e credibile, capace di valorizzare i progetti migliori e di intercettare nuovi investimenti nel medio-lungo periodo”.

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