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by Guido Ruffinatto Ottobre 30, 2026 News, Comunicati stampa, Primo piano 0 comments

Strade smart, intelligenti e sostenibili

AIS, Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili presenta alla Camera dei Deputati il nuovo Position Paper

Dalle “black roads” alle “green roads”: 97 soluzioni e 34 esperienze applicative per integrare digitalizzazione, capacità predittiva e sostenibilità nella progettazione e nella gestione delle infrastrutture stradali. L’innovazione è già “su strada”

Una strada che comunica con i veicoli, anticipa le criticità e si adatta al traffico, ma riduce anche gli impatti ambientali, utilizza meglio le risorse e genera benefici per i territori. È la visione proposta dal Position Paper “Strade smart e sostenibili – From Black to Green Roads”, elaborato da AIS, Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili presentato presso la sala stampa della Camera dei Deputati su iniziativa dell’on. Raffaele Nevi.

Il Position Paper è stato redatto da un gruppo di lavoro di soci AIS composto da 8 stazioni appaltanti, concessionari e gestori, 8 società di ingegneria e progettazione, 3 società di consulenza ambientale, 4 imprese di costruzioni e general contractor, 5 produttori e fornitori di materiali, 5 realtà attive nella tecnologia e digitalizzazione, 2 organismi di certificazione e 9 soci individuali. Il documento parte da un punto essenziale: una strada tecnologicamente avanzata non è necessariamente sostenibile, così come l’impiego di materiali a minore impatto non basta a renderla ecocompatibile. La sfida è integrare le due trasformazioni, valutando i risultati lungo l’intero ciclo di vita delle opere.

Tre dimensioni per la strada del futuro

Connettività, intelligenza e sostenibilità sono le tre dimensioni che il documento mette in relazione. Una strada connessa raccoglie e condivide informazioni in tempo reale attraverso sensori, reti digitali e sistemi di comunicazione tra veicoli, infrastrutture e centri di controllo. Una strada intelligente utilizza questi dati per gestire dinamicamente il traffico, migliorare la sicurezza, individuare anomalie e programmare la manutenzione. Una strada sostenibile traduce l’innovazione in benefici verificabili: minori emissioni e consumi, materiali circolari, resilienza climatica, durabilità e valore economico e sociale per le comunità.

“Le grandi infrastrutture stradali – ha dichiarato nel suo intervento il presidente di AIS Lorenzo Orsenigo – non sono più solo semplici arterie di transito, ma devono evolvere in sistemi multifunzionali al servizio del territorio, dell’ambiente e della collettività”. “Come AIS vogliamo interpretare questa trasformazione culturale e tecnologica – riassunta nella visione from black to green roads – per dimostrare come le strade possano diventare un fattore concreto di sviluppo sostenibile, economico e sociale, un vero e proprio asset del territorio. Di fronte alle sfide poste dal cambiamento climatico e dai conseguenti rischi per il territorio, la rete stradale può infatti integrarsi con le risorse naturali, diventando uno strumento strategico, ad esempio, per la raccolta e il riuso dell’acqua piovana contro la siccità, nonché per la produzione e trasmissione di energia da fonti rinnovabili. Il nostro position paper nasce proprio con l’obiettivo di mettere a valore le migliori strategie del settore, coniugando l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione e la resilienza territoriale”.

Dalla tecnologia alle decisioni pubbliche

Il quadro normativo ha sviluppato percorsi in parte distinti: da un lato i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e gli strumenti di valutazione della sostenibilità; dall’altro la disciplina delle Smart Road, concentrata su digitalizzazione, sicurezza e gestione della mobilità. Il Position Paper richiama la necessità di superare questa separazione e tradurre la convergenza in criteri progettuali, valutazioni e investimenti coerenti.

Per enti pubblici, stazioni appaltanti ed enti gestori, significa guardare oltre il costo iniziale o la dotazione tecnologica, considerando anche manutenzione, durata dell’opera, adattamento ai rischi climatici e benefici collettivi. Ed è soprattutto nel binomio complessità del rischio climatico – infrastrutture resilienti, che emerge con forza la necessità di attuare una gestione predittiva degli asset, grazie all’impiego sinergico di tecnologie satellitari radar e ottiche, algoritmi predittivi, space economy e modelli climatici capaci di monitorare l’evoluzione del territorio e delle opere con precisione millimetrica, individuando segnali precoci di instabilità ben prima che si verifichino criticità strutturali. Misurare e monitorare, con continuità e in modo oggettivo, è la condizione per decidere in maniera tempestiva e rendere davvero resilienti e sicure le infrastrutture stradali presenti sui territori.

97 soluzioni e 34 esperienze: l’innovazione è già “su strada”

Il Gruppo di Lavoro AIS ha analizzato 97 soluzioni e tecnologie, raccolte in 14 categorie e quattro ambiti — soluzioni progettuali, tecnologie, materiali ed energia — e 34 esperienze applicative, tra realizzazioni consolidate, sperimentazioni e progetti in sviluppo.

Le esperienze mostrano che una parte significativa della transizione è già in corso. Altre soluzioni stanno passando dal laboratorio o dal progetto alla sperimentazione operativa. La collaborazione tra gestori, imprese, università e partner tecnologici configura inoltre un modello di open innovation, nel quale competenze differenti concorrono a sviluppare, verificare e rendere replicabili le innovazioni.

Tre casi, qui presi ad esempio, illustrano la varietà degli interventi:

Sulla A4 Torino–Milano, SATAP utilizza una nuova pavimentazione composta fino al 70% da conglomerato bituminoso recuperato dalle precedenti pavimentazioni, insieme a plastica riciclata e grafene. Dopo la sperimentazione, la soluzione è stata estesa alla corsia lenta per 125 chilometri in ciascun senso di marcia: un esempio di riduzione del ricorso a nuove materie prime.

Nella manutenzione autostradale, il Gruppo Autostrade per l’Italia utilizza miscele bituminose “tiepide”, prodotte a temperature inferiori rispetto agli asfalti tradizionali. Secondo la Dichiarazione Ambientale di Prodotto, il processo riduce di circa il 15% il consumo di combustibile rispetto alle miscele equivalenti a caldo.

Sulla A4 urbana milanese, tra viale Certosa e Sesto San Giovanni, la quarta corsia dinamica consente invece di aumentare temporaneamente la capacità dell’autostrada senza allargare la carreggiata. Sensori, telecamere e algoritmi di intelligenza artificiale sorvegliano il traffico e regolano l’apertura della corsia. Secondo le stime di Autostrade per l’Italia, la maggiore fluidità evita circa 1,5 tonnellate di CO₂ per ogni ora di attivazione sull’intero tratto interessato.


Dalle “black roads” alle “green roads”

La strada può diventare quindi un’infrastruttura multifunzionale: oltre a garantire mobilità, può integrare produzione di energia rinnovabile, ricarica elettrica, gestione delle acque e monitoraggio del territorio. La trasformazione riguarda tanto le nuove opere quanto la riqualificazione della rete esistente: per AIS, passare dalle “black roads” alle “green roads” significa cambiare il modo di progettare, realizzare e gestire le infrastrutture, collegando innovazione e sostenibilità a risultati misurabili e a benefici per utenti e territori.

“Dal black al green è un cambio di prospettiva” – ha affermato Sara Frisiani, consigliera AIS e coordinatrice del Gruppo di Lavoro. “Una strada smart e sostenibile è una strada che genera valore, lungo tutto il ciclo di vita, per utenti, territori e comunità. Una trasformazione che riguarda le nuove infrastrutture, per le quali tracciato, territorio, resilienza, dati e multifunzionalità possono essere integrati fin dalle prime fasi, ma anche le infrastrutture esistenti, soggette ad una progressiva trasformazione, attraverso manutenzione, retrofit tecnologico, utilizzo di nuovi materiali e monitoraggio. “La redazione del nostro Position Paper rappresenta un eccellente esempio di intelligenza collettiva e di lavoro corale, reso possibile grazie alla straordinaria partecipazione attiva di 44 soci AIS impegnati nell’intera filiera delle infrastrutture.  Un contributo altamente qualificato che ha visto il coinvolgimento sinergico di una pluralità di competenze che dimostra come la transizione verso strade intelligenti e sostenibili sia già una realtà concreta radicata nel mercato italiano e nel know-how dei nostri soci”.

La presentazione del Position Paper, si è svolta su iniziativa dell’on. Raffaele Nevi: “Proporre di guardare alle strade in una logica di sostenibilità e in una relazione proattiva – ha affermato – non solo rispetto alla loro natura di infrastrutture di trasporto, ma anche nella relazione con il territorio, costituisce un elemento innovativo che anche come istituzioni dobbiamo acquisire come rilevante. Investire in infrastrutture capaci di coniugare digitalizzazione, intelligenza e sostenibilità non significa, infatti, soltanto modernizzare e rendere più sicura la nostra rete viaria, ma dotare il Paese di soluzioni in grado di mitigare i cambiamenti climatici e di rappresentare un volano per sostenerne la competitività industriale. Il Position Paper di AIS indica quindi una rotta chiara e pragmatica che, abbiamo il dovere di tradurre in scelte strategiche per il futuro del sistema stradale e autostradale italiano.”

Hanno partecipato alla stesura del Position Paper i seguenti soci AIS

A35 BREBEMI, AMBIENTE, AMPLIA INFRASTRUCTURES, ANAS – GRUPPO FS, AUTOSTRADA PEDEMONTANA LOMBARDA, AUTOSTRADE PER L’ITALIA, BUILD TRUST, COLABETON, CONTECO CHECK, DASSAULT SYSTEMES ITALIA, DBA, EAMBIENTE, ENEL ITALIA, FERRIERE NORD – GRUPPO PITTINI, GEEG, HARPACEAS, ICMQ, ICOP, INFRATRASPORTI.TO, ISTITUTO IRIDE, ITERCHIMICA, ITINERA, KNOWCE, MILANO SERRAVALLE MILANO TANGENZIALI, OFFICINE MACCAFERRI, NET ENGINEERING, ONE TEAM, POLITECNICA, SINA, SINTAGMA, SPEE, UNICAL, VENETO STRADE, WEBUILD.

Scarica il position paper “Strade smart e sostenibili – From black to green roads”.

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