
Rassegna stampa: “Infrastrutture – AIS e UNI mettono a disposizione un sistema di rating destinato a cambiare il mercato nel segno della sostenibilità”
La presentazione della prassi di riferimento UNI/PdR 172 sul cantiere sostenibile ha suscitato grande interesse tra le testate giornalistiche e gli addetti ai lavori. Il nuovo sistema di rating per la misurazione della sostenibilità dalla fase di progettazione e alla cantierizzazione rappresenta una svolta per il settore delle infrastrutture e ha già visto un’applicazione concreta da parte di importanti player come Italferr, SNAM e TELT.
Con 33 indicatori sviluppati da oltre 100 esperti, la UNI/PdR 172 risponde a una duplice esigenza: misurare in modo oggettivo la sostenibilità dei cantieri e offrire alle stazioni appaltanti uno strumento concreto per premiare le imprese più virtuose. Un modello che guarda al futuro, con benefici per l’ambiente, il territorio e le comunità locali.
La notizia è stata ripresa da testate come Il Sole24Ore, AGEEI, Ingenio e molte altre, scorri il carosello per leggere alcune anteprime e scarica il comunicato stampa.

AIS lancia un nuovo gruppo di lavoro dedicato alla sostenibilità delle infrastrutture per la produzione e la distribuzione di energia da fonti rinnovabili
AIS – Associazione Infrastrutture Sostenibili annuncia l’avvio del nuovo gruppo di lavoro dedicato alla sostenibilità delle infrastrutture per la produzione e la distribuzione di energia da fonti rinnovabili che prenderà ufficialmente il via con un evento di presentazione, in programma il 12 marzo 2025 ore 15:00 online.
La sostenibilità delle infrastrutture per la produzione e la distribuzione di energia da fonti rinnovabili: scope of work
La transizione energetica non è più solo un obiettivo da raggiungere, ma una necessità urgente. Tuttavia, non basta produrre energia pulita: servono infrastrutture progettate e realizzate in modo sostenibile, capaci di integrarsi nel territorio senza comprometterne l’equilibrio ambientale e sociale.
In Italia, però, i tempi di approvazione degli impianti rinnovabili rappresentano un ostacolo significativo. Il percorso autorizzativo per un impianto fotovoltaico dura in media 31 mesi, mentre per l’eolico si arriva addirittura a 52 mesi, ben oltre i 24 mesi richiesti dall’Unione Europea. A rallentare il processo concorrono una normativa frammentata, iter burocratici complessi e ritardi nell’attuazione di decreti fondamentali.
Snellire le procedure è essenziale per accelerare la transizione energetica, ma non può avvenire a scapito della sostenibilità. Un’infrastruttura veramente sostenibile non si limita a produrre energia pulita, ma tiene conto dell’impatto sull’ambiente, sul paesaggio e sulle comunità locali.
Consapevole di questo contesto, AIS ha istituito un Gruppo di lavoro dedicato alla sostenibilità delle infrastrutture per la produzione e la distribuzione di energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo è duplice: affrontare le criticità che rallentano lo sviluppo di nuovi impianti e proporre soluzioni concrete per rendere i processi più efficienti e sostenibili. Il lavoro si concentrerà su diversi aspetti chiave: analizzare lo stato attuale delle rinnovabili in Italia; valutare le difficoltà legate ai permessi e studiare possibili soluzioni per uniformare e velocizzare gli iter autorizzativi.
Un altro punto fondamentale sarà l’approfondimento delle tematiche di sostenibilità, considerando il coinvolgimento degli stakeholder, la gestione sostenibile dei cantieri, l’analisi del ciclo di vita delle infrastrutture (LCA) e il ruolo della digitalizzazione. Inoltre, AIS intende promuovere l’utilizzo di sistemi di rating per misurare la sostenibilità delle opere e garantirne la trasparenza verso istituzioni e comunità.
Infine, il Gruppo lavorerà alla definizione di raccomandazioni e proposte concrete per superare le barriere esistenti e accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili in un’ottica più sostenibile ed efficiente.
La partecipazione all’evento è gratuita e aperta a tutti gli interessati previa conferma via mail all’indirizzo info@infrastrutturesostenibili.org.
Sarà possibile seguire l’evento al seguente link.
Scopri il programma completo!

Un grande traguardo per AIS: pubblicata la Prassi di Riferimento UNI/PdR 172 sul Cantiere Sostenibile
Un grande traguardo per AIS: oggi, 27 febbraio, viene ufficialmente pubblicata la Prassi di Riferimento UNI/PdR 172 sul Cantiere Sostenibile, promossa da AIS – Associazione Infrastrutture Sostenibili.
Per AIS questo è un risultato straordinario, frutto di un lavoro collettivo che ha coinvolto oltre 100 esperti tra stazioni appaltanti, società di ingegneria, imprese di costruzioni, produttori e società di servizi.
La PdR/UNI 172 rappresenta un passo concreto verso cantieri più sostenibili, offrendo al mercato e alle stazioni appaltanti uno strumento innovativo per progettare e realizzare infrastrutture in linea con gli obiettivi europei di sostenibilità. Già oggi, aziende come Italfer, SNAM e TELT stanno applicando il modello di rating sviluppato da AIS per misurare e migliorare l’impatto ambientale dei cantieri.
Guarda le interviste realizzate in occasione della conferenza stampa di presentazione della prassi di Riferimento UNI/PdR 172, che si è svolta il 28 febbraio presso la sede UNI a Milano:
- Lorenzo Orsenigo, Presidente AIS
- Manuela Rocca, Vicedirettore Generale TELT
- Giuseppe Rossi, Presidente UNI
- Serena Martini, Responsabile sostenibilità Italferr
Leggi il comunicato stampa:

Sostenibilità sì o no? È un costo o un valore?
di Lorenzo Orsenigo, Presidente AIS
A poche ore dal suo insediamento, Donald Trump ha firmato l’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi sul clima, segnando un pericoloso passo indietro nella lotta al cambiamento climatico. Era una promessa elettorale e onora il debito preso con le grandi multinazionali del petrolio che l’hanno sostenuto nella campagna presidenziale.
E sempre nel solco trumpiano, tre giorni prima la Federal Reserve si era ritirata dalla NGFS, la Rete delle banche centrali e delle autorità di vigilanza per rendere più verde il sistema finanziario (Network for Greening the Financial System); così come tutte le grandi banche di Wall Street hanno lasciato, una dopo l’altra, la Net Zero Banking Alliance.
La domanda che ci si pone è: questo vento d’oltreoceano arriverà anche in Europa? Dipenderà da alcuni fattori, come ad esempio da eventuali dazi imposti dagli USA sui prodotti europei, così come dagli investimenti che saranno richiesti all’Europa in ambito militare nell’alleanza atlantica. Quel che è certo è che l’evoluzione delle relazioni tra Stati Uniti ed Europa avrà anche un’influenza sulle politiche per il clima. È tuttavia ragionevole pensare che l’Europa continuerà sulla strada tracciata dal Green Deal: sarà da vedere con quale velocità e se il piede dall’acceleratore verrà un po’ sollevato per tenere conto delle posizioni poco inclini alla transizione verde di alcuni Paesi.
Ma dobbiamo anche tenere presente che se gli USA e l’Europa pesano rispettivamente il 26% e il 17% del PIL mondiale, l’altro grande paese in gioco, la Cina, rappresenta il 17%. E la Cina ha deciso di perseguire la transizione verde con decisione, fissando la carbon neutrality al 2060 e una tappa intermedia al 50% di riduzione nel 2040. Scelte destinate ad influenzare quelle di altri paesi e continenti, tra cui l’Europa. Già i primi produttori al mondo di batterie per il settore automobilistico, Catl e Byd, hanno certificato i loro prodotti con l’EPD per affrontare meglio il mercato europeo. Sono esempi che fanno comprendere come la “scelta verde” sia ormai un fattore di competizione a livello mondiale.
Un altro fattore da considerare per cercare di comprendere lo scenario futuro è che sono sempre più frequenti e con maggiore intensità rispetto al passato eventi catastrofali che confermano che il cambiamento climatico è in atto. Fatti come quelli di Valencia, Los Angeles o, per rimanere nel nostro Paese, in Emilia-Romagna o a Cogne, che toccano da vicino la popolazione hanno l’effetto di rendere consapevole la collettività che, al di là di quello che la politica preferisce raccontare, il cambiamento climatico è in atto e che le conseguenze le pagano le persone che sono sul territorio. Quando aumenterà questa consapevolezza civile necessariamente si avranno ripercussioni anche sulle scelte politiche.
Nel 2024 è stata superata la soglia di 1,5 gradi di aumento della temperatura del globo: dobbiamo quindi aspettarci che disastri e catastrofi purtroppo si intensificheranno, avendo conseguenze drammatiche sul piano sociale, a meno di un deciso cambio di rotta nelle politiche sul clima.
Gli eventi catastrofali hanno anche una notevole rilevanza dal punto di vista economico, essendo i danni a carico dello Stato e quindi della collettività. E al danno diretto si devono poi sommare danni indiretti, come ad esempio le maggiori spese a carico del servizio sanitario per malattie causate da inquinamento, cibi non sani, contaminazione delle falde, etc.
La dimensione economica della sostenibilità può essere un fattore determinante per condizionare le scelte del mercato e del legislatore. È acclarato per esempio che i green bond hanno maggiori rendimenti e una forte attrattività degli investitori, avendo un sottostante con minori rischi e quindi con migliori prestazioni.
Da un’analisi svolta nel 2024 sulle Società Benefit tra il 2019 e il 2022 si è constatato che esse hanno registrato una crescita del fatturato più che doppia rispetto alle non-benefit: +37% contro il 18%, con una redditività pari al 9% contro all’8,3%: maggiore produttività per addetto, più investimenti per il futuro e attenzione alla creazione di valore condiviso.
Infatti, le Società Benefit riconoscono maggiormente il valore del capitale umano (costo del lavoro mediano per addetto di 41.000€ contro i 38.000€), ridistribuendo dunque di più la ricchezza tra i lavoratori.
La scelta di una strategia di sostenibilità può favorire un’accelerazione della crescita del PIL italiano e, al contempo, garantire la distribuzione di ricchezza a tutti gli stakeholder del territorio, a partire dal capitale umano. Perché la sostenibilità crea valore.
A nostro avviso quindi la sostenibilità è ineludibile, almeno per due ragioni: necessità imposta dal cambiamento climatico e convenienza economica.
In questa partita un ruolo fondamentale lo avranno le infrastrutture. Nel prossimo decennio la spesa in infrastrutture italiana dovrebbe crescere in media dell’1,7% l’anno, un tasso superiore alla media dell’eurozona (+1,5%), ma soprattutto nettamente al di sopra delle previsioni pre-pandemia (+0,9%).
Il Ministro delle infrastrutture nel 2023 ha dichiarato che soltanto RFI ha in programmazione 125 miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni; 50 miliardi per Anas. Il piano Terna 2023 prevede 21 miliardi nei prossimi dieci anni, 21 miliardi per Aspi, Snam 12 miliardi entro il 2029, e così via, per non parlare di energie rinnovabili, porti, aeroporti, data center, infrastrutture idriche, etc.
Cifre importanti che mettono l’Italia al centro dell’attenzione degli investitori nel settore delle infrastrutture per i prossimi anni. Dall’indagine condotta da EY, risulta poi che per il 60% di essi la sostenibilità, in particolare i criteri ESG, è tra i driver principali per la selezione degli investimenti; solo il 5% dichiara di non considerarli nella selezione e analisi degli asset.
Possiamo riscontrare la conferma di questa tendenza nel numero crescente di importanti stazioni appaltanti che hanno scelto di adottare il Protocollo Envision nella realizzazione delle proprie infrastrutture: tra progetti certificati e quelli in corso di sviluppo sono già oltre 30 le realizzazioni che adottano precisi criteri di sostenibilità, con un trend in forte crescita.
Il ruolo di AIS di diffondere sempre più la cultura della sostenibilità nella progettazione, realizzazione e gestione delle infrastrutture è strategico per il mercato italiano e per il nostro Paese. L’azione che abbiamo svolto in questi anni di produzione di Position Paper per l’approfondimento di alcuni aspetti della sostenibilità costituisce un elemento chiave per mettere a terra il concetto di “infrastrutture sostenibili”, misurando e oggettivando la loro sostenibilità.
Il contributo dei soci di AIS è stato prezioso e fondamentale. Il dialogo, il confronto, la collaborazione e la condivisione di un progetto comune saranno decisivi in un percorso di sviluppo sostenibile ad iniziare dall’anno appena iniziato.

2025: sei mesi da protagonisti
Cari Soci,
abbiamo appena terminato un anno intenso, con tanti risultati in termini di PP pubblicati, di eventi realizzati e di interlocuzione con i media e con le istituzioni. Il nuovo anno ci vedrà ancora più impegnati e sarà particolarmente importante per la nostra associazione.
La necessità di sviluppo di nuove infrastrutture per colmare il gap che scontiamo non potrà non essere al centro del dibattito e delle decisioni della politica. Così come la questione della loro sostenibilità e della capacità di rispondere in termini di resilienza ai cambiamenti climatici e sociali non potrà che costituire un fattore determinante nella gestione delle risorse economiche e finanziarie.
Ed è in questo scenario che si colloca l’attività di AIS e il nostro comune impegno. Ciò nella consapevolezza che il principale valore della nostra associazione si trovi nei gruppi di lavoro e nella produzione di position paper in grado di orientare il mercato e di contribuire a far crescere i diversi attori della filiera verso infrastrutture sempre più sostenibili.
Fin dai primi mesi verificheremo in quale misura quanto abbiamo insieme prodotto fino ad oggi abbia avuto e avrà un impatto positivo verso una sempre maggiore sostenibilità per quanto riguarda la progettazione e la realizzazione di opere essenziali per il nostro Paese.
A febbraio con la pubblicazione della PdR UNI sul Cantiere sostenibile si creeranno le condizioni per un’accelerazione dei processi di selezione e di premialità nel segno della progettazione e della costruzione sostenibile. A marzo presenteremo il nuovo position paper dedicato alla sicurezza nei cantieri fornendo indicazioni per nuove metodologie volte a far crescere la consapevolezza del rischio indicando soluzioni per contribuire concretamente, anche attraverso la condivisione di best practice, alla riduzione di infortuni e incidenti. In primavera lanceremo, attraverso alcuni webinar e seminari, una riflessione per l’avvio di nuovi gruppi di lavoro su temi fondamentali per il nostro futuro come la sostenibilità delle infrastrutture energetiche da fonti rinnovabili o quelle idriche, in una logica di resilienza al cambiamento climatico e di economia circolare. Così come nell’estate potrebbe essere interessante approfondire il tema della mobilità fornendo chiavi di lettura e soluzioni per una maggiore sostenibilità del settore stradale e autostradale, anche nell’ottica di implementazione del nuovo CAM Strade.
Sono alcune delle iniziative che ci vedranno protagonisti nel dialogo e nel confronto con le istituzioni e con gli stakeholder.
Con un programma così intenso e ricco di iniziative è chiaro che la vostra partecipazione e competenza è un elemento essenziale per portare nuove idee e proposte, anche nel vostro primario interesse quali protagonisti principali del settore delle infrastrutture che non potrà che essere sostenibile.
Buon lavoro a tutti!
Lorenzo Orsenigo
Presidente AIS – Associazione Infrastrutture Sostenibili
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Disponibile da marzo il foglio di calcolo per il modello di rating del Position Paper n.5 “Il Cantiere Sostenibile”
AIS è lieta di annunciare un importante aggiornamento relativo al Position Paper n.5 “Il Cantiere Sostenibile”, il primo documento metodologico per la misurazione della sostenibilità nei cantieri infrastrutturali.
Stiamo finalizzando la redazione di un foglio di calcolo dedicato alla gestione dei dati del modello di rating illustrato nel Position Paper. Questo strumento, progettato per essere pratico e di facile utilizzo, sarà messo a disposizione di tutti gli interessati direttamente sul nostro sito web a partire dall’inizio del mese di marzo.
Il Position Paper sul Cantiere Sostenibile, pubblicato da AIS, rappresenta un contributo metodologico fondamentale per stazioni appaltanti, progettisti e imprese. Grazie all’individuazione di specifici indicatori e a un approccio basato su esperienze concrete, il documento offre linee guida per misurare e migliorare la sostenibilità nei cantieri infrastrutturali, proponendo strategie concrete per il raggiungimento di obiettivi ambiziosi.
Scarica gratuitamente il Position Paper.
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Il Presidente di AIS Lorenzo Orsenigo presente alla RICS Italia Conference 2025
Siamo lieti di annunciare che il Presidente di AIS, Lorenzo Orsenigo, prenderà parte alla RICS Italia Conference 2025, che si terrà il 12 febbraio 2025 presso l’Auditorium di Banco BPM, in Via Massaua 6, Milano.
Giunta alla sua terza edizione, la conferenza rappresenta uno degli appuntamenti centrali per il settore delle infrastrutture e dell’ambiente costruito, riunendo circa 200 esperti in una giornata dedicata al confronto sui temi più attuali e strategici per il futuro del mercato immobiliare e delle infrastrutture.
Il Presidente Orsenigo interverrà nel panel intitolato “Le alleanze per il Built & Natural Environment”, previsto alle ore 12:45, moderato da Antonella Faggiani MRICS, Board Member RICS in Italia, insieme a:
- Fabrizio Capaccioli, Presidente Green Building Council Italia
- Claudio Sangiorgi MRICS, Presidente CIAM 1563
- Micaela Musso MRICS, Presidente AREL
- Vincenzo Albanese FRICS, Presidente FIMAA Milano
- Antonio Campagnoli FRICS, FIABCI World President Elect
Il panel esplorerà il ruolo cruciale delle alleanze tra associazioni per massimizzare l’impatto positivo nel settore, affrontando temi di sostenibilità, cooperazione e innovazione.
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Lorenzo Orsenigo intervistato da Pianeta 2030 del Corriere della Sera
Nel giorno della Giornata Mondiale del Suolo, Lorenzo Orsenigo, Presidente di AIS, ha affrontato sulle pagine di Pianeta 2030, il magazine del Corriere della Sera, il tema del consumo di suolo e delle sfide legate alla costruzione di infrastrutture sostenibili.
Come si legge nell’articolo, l’Italia si trova di fronte a un paradosso: da un lato, un crescente consumo di suolo che ha raggiunto i 72,5 chilometri quadrati nel 2023 – l’equivalente delle aree edificate di Torino, Bologna e Firenze messe insieme. Dall’altro, un gap infrastrutturale stimato in 10 miliardi di euro l’anno e un ritardo nelle opere pubbliche, che frena la competitività economica del Paese.
“Non possiamo fermare lo sviluppo, ma possiamo renderlo sostenibile”, ha dichiarato Orsenigo, sottolineando l’importanza di adottare protocolli standardizzati, come il protocollo Envision, per minimizzare l’impatto delle opere sul territorio.
Per AIS, la chiave sta in un nuovo approccio alla progettazione, che integri criteri di sostenibilità in ogni fase: dalla selezione dei materiali alle modalità di costruzione. Oltre ai sistemi di rating, Orsenigo ha evidenziato il ruolo cruciale della ricerca tecnologica: dagli asfalti intelligenti che catturano anidride carbonica, già utilizzati con successo nel Nord Europa, ai digital twins, strumenti in grado di simulare digitalmente le infrastrutture per pianificare interventi di manutenzione e gestione del verde pubblico con precisione e risparmio di risorse.
“Con queste innovazioni”, ha spiegato Orsenigo, “la sostenibilità smette di essere un costo e si trasforma in un valore: crea rendite, genera benefici per le comunità e protegge il pianeta.”
Anche Valerio Molinari, presidente del Climate Change Study Center, è intervenuto sul tema, ribadendo il ruolo strategico delle amministrazioni comunali nella lotta al consumo di suolo. Per Molinari, la chiave è utilizzare gli oneri di urbanizzazione per realizzare opere utili come le vasche di laminazione, che riducono i rischi idrogeologici trattenendo le acque piovane in caso di precipitazioni intense. Un cambio di rotta è necessario e possibile, come dimostrano le recenti analisi legate ai disastri climatici. “Ogni metro di suolo conta”, ha concluso Molinari, evidenziando come azioni preventive e progettazioni mirate possano arginare il consumo e tutelare il nostro territorio.
L’articolo completo è disponibile nel sito di Pianeta 2030.
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Lorenzo Orsenigo ospite a Timeline di Sky TG24
Lo scorso 5 dicembre 2024, in occasione della Giornata mondiale del suolo, Lorenzo Orsenigo, Presidente di AIS, è intervenuto nella trasmissione Timeline di Sky TG24.
Durante il suo intervento, Orsenigo ha spiegato come la sostenibilità possa guidare la progettazione e la realizzazione di infrastrutture capaci di tutelare il suolo e adattarsi ai cambiamenti climatici. Ha evidenziato l’importanza di scegliere con attenzione le aree di intervento, privilegiando terreni già urbanizzati, i cosiddetti brownfield, per ridurre al minimo il consumo di suolo vergine. Ha poi sottolineato l’esigenza di integrare strumenti di valutazione, come i sistemi di rating, per monitorare l’impatto delle infrastrutture e garantire la conformità ai criteri di sostenibilità.
Orsenigo ha richiamato l’attenzione anche sull’importanza di condurre studi approfonditi sull’impermeabilizzazione del terreno e sullo scorrimento delle acque, indispensabili per ridurre i rischi idrogeologici. Ha infine posto l’accento sul concetto di resilienza, un elemento cruciale affinché le infrastrutture possano rispondere efficacemente agli effetti del cambiamento climatico.
Un esempio concreto portato dal Presidente è quello delle strade smart, un modello che AIS sta studiando attraverso un gruppo di lavoro dedicato. Queste strade non sono più pensate come semplici arterie per il traffico, ma come infrastrutture multifunzionali che generano energia, raccolgono risorse idriche e integrano tecnologie avanzate per il monitoraggio del territorio. Orsenigo ha spiegato come questo approccio possa trasformare la strada in un vero e proprio asset per il territorio, capace di rispettare l’ambiente e attrarre finanziamenti grazie alla conformità con i principi della tassonomia europea.
Il Presidente ha poi sottolineato l’urgenza di investire nella formazione di nuove professionalità. La progettazione sostenibile, infatti, richiede figure altamente specializzate, capaci di padroneggiare strumenti come il life cycle assessment (LCA), la gestione dei rischi, il project management e i modelli digitali per la manutenzione predittiva.
Potete guardare l’intervento completo a questo link.
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AIS presenta il Piano Strategico 2025-2026: crescita, sostenibilità e nuovi obiettivi per le infrastrutture del futuro
Durante il convegno di fine anno “La sostenibilità delle infrastrutture: scenari e prospettive”, tenutosi il 13 dicembre 2024, il Presidente di AIS, Lorenzo Orsenigo, ha presentato il nuovo Piano Strategico 2025-2026, un documento che definisce le priorità e le linee guida per il prossimo biennio dell’associazione ed attraverso il quale si propone un nuovo approccio integrato e ambizioso per rafforzare il ruolo di AIS come punto di riferimento nel panorama delle infrastrutture sostenibili.
La crescita di AIS: numeri e risultati
Orsenigo ha aperto il suo intervento sottolineando la significativa crescita di AIS, che in poco più di quattro anni, da giugno 2020 a dicembre 2024, ha ampliato la propria base associativa passando da 4 a 100 soci collettivi, a cui si aggiungono 26 soci individuali e 3 soci di diritto.
In particolare, i soci collettivi rappresentano l’intera filiera delle infrastrutture sostenibili:
- 15 stazioni appaltanti
- 21 società di servizi
- 19 imprese di costruzioni
- 25 società di progettazione
- 20 aziende industriali.
A questi numeri si aggiunge la produzione di 8 Position Paper, documenti che rappresentano una sintesi di competenze tecniche e visione strategica e che sono stati fondamentali per stimolare il dialogo tra stakeholder e istituzioni.
Orsenigo ha evidenziato come il valore di AIS si fondi su quattro pilastri:
- la condivisione tra tutti i soggetti della filiera
- l’integrazione di competenze multidisciplinari
- il lavoro sinergico nei gruppi di lavoro
- la produzione, la redazione e la diffusione di Position Paper.
Nuovi gruppi di lavoro e focus tematici
Accanto ai gruppi di lavoro già attivi su tematiche come terre e rocce da scavo e strade smart e sostenibili, il piano prevede l’avvio di nuovi progetti in aree strategiche come:
- la sostenibilità delle infrastrutture per la produzione di energie rinnovabili
- il rapporto tra infrastrutture idriche e cambiamento climatico
- il riutilizzo di materiali da demolizione
- il ricorso all’intelligenza artificiale per la progettazione e costruzione di infrastrutture sostenibili.
Obiettivi strategici: autorevolezza, crescita e sostenibilità
Per il prossimo biennio, AIS si pone in particolare 3 obiettivi:
- rafforzare il posizionamento istituzionale, consolidando il dialogo con Governo, Parlamento ed enti locali
- promuovere la valorizzazione dei soci attraverso iniziative che esaltino competenze e best practice
- incrementare la base associativa, sia in termini quantitativi che qualitativi.
Una visione olistica per le infrastrutture del futuro
Il piano introduce una nuova prospettiva, considerando le infrastrutture come parte integrante di un unico puzzle rappresentato dalla rigenerazione urbana. Questa visione olistica si basa sull’interconnessione tra mobilità, energia, logistica e acqua, per creare una rete funzionale e sostenibile.
Per approfondire i contenuti del Piano Strategico 2025-2026 visita la pagina dedicata.
Di seguito le slide presentate durante l’evento del 13 dicembre 2024.
