
AIS, Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili al SAIE Bologna 2026
AIS: “Con l’applicazione dei criteri di sostenibilità alla progettazione, realizzazione e gestione delle opere, siamo di fronte a un’opportunità di innovazione ingegneristica straordinaria, paragonabile a quella che cinquant’anni fa ha guidato la nascita delle grandi reti infrastrutturali moderne”.
Oltre 9 miliardi di euro ogni anno: è a quanto ammontano i danni causati dagli eventi estremi alle infrastrutture europee.
Prossimo step per AIS venerdì 30 ottobre la presentazione del nuovo Position Paper “From black to green roads” dedicato a “Strade smart e sostenibili” presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati
Hanno registrato una grande partecipazione da parte degli operatori della filiera, gli eventi promossi da AIS, Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili al SAIE di Bologna 2026. Attraverso tre approfonditi tavoli di dibattito, l’Associazione – che con 150 soci rappresenta oltre il 3% del PIL nazionale – ha promosso una visione sistemica e integrata della sostenibilità tra innovazione tecnologica, misurazione dei dati e resilienza climatica, con la consapevolezza che applicando i criteri di sostenibilità alla progettazione, realizzazione e gestione delle opere infrastrutturali italiane, siamo di fronte a un’opportunità di innovazione ingegneristica straordinaria, paragonabile a quella che cinquant’anni fa ha guidato la nascita delle grandi reti infrastrutturali moderne. In questa prospettiva è obiettivo dell’Associazione mettere a disposizione di stazioni appaltanti, enti locali, imprese e professionisti, strumenti operativi, linee guida e modelli analitici avanzati.
Sostenibilità, PNRR, transizione digitale e resilienza climatica: questi i pilastri che hanno caratterizzato i due giorni di AIS nelle Aree SAIE Lab Live, Infrastrutture e Territori” e “AI, BIM Digital con panel che hanno coinvolto soci, enti e mondo accademico.
“La partecipazione della community di AIS al SAIE mira a valorizzare l’integrazione tra pianificazione territoriale, innovazione tecnologica e responsabilità ambientale, sociale ed economica, fornendo alla filiera strumenti concreti di analisi, misurazione e progettazione”, ha dichiarato il Presidente di AIS, Lorenzo Orsenigo. “Abbiamo avuto una stagione felice con il PNRR che in pochi anni ha messo a disposizione 200 miliardi di euro e oggi, che questo programma va a concludersi, c’è necessità di intercettare nuove risorse per realizzare le opere e dare un nuovo slancio al settore. Ed è qui che il tema della sostenibilità diventa determinante: ad esempio gli operatori finanziari vedono nei green bond, negli investimenti sostenibili, vantaggi superiori rispetto a quelli offerti dalla finanza tradizionale. E quindi realizzare opere che abbiano caratteristiche misurabili di sostenibilità è un elemento di garanzia di minor rischio e di priorità di investimento. Per individuare parametri e criteri finalizzati a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture in Italia e renderle più attraenti agli investitori internazionali, AIS ha anche avviato, ad inizio anno, uno specifico gruppo di lavoro dedicato a “Infrastrutture e finanza sostenibili”.
Nel corso degli interventi promossi nell’Arena “Infrastrutture e Territori“, il focus ha riguardato anche clima e infrastrutture resilienti, in cui è emersa la necessità di attuare una gestione predittiva degli asset. Grazie all’impiego sinergico di tecnologie satellitari radar e ottiche, algoritmi predittivi e modelli climatici, diventa possibile monitorare l’evoluzione del territorio e delle opere con precisione millimetrica, individuando segnali precoci di instabilità ben prima che si verifichino criticità strutturali.
“Affrontare la crescente complessità del rischio climatico richiede un cambio di passo decisivo dotandoci di strumenti di misurazione oggettivi, storicizzati e misurabili”, ha evidenziato il vicepresidente di AIS, Alfredo Martini. “Solo misurando con precisione il comportamento reale di infrastrutture e territori possiamo prendere decisioni strategiche per garantirne la sicurezza e la resilienza”.
A sottolineare l’urgenza di una pianificazione di lungo periodo e di una nuova governance integrata contro la crisi climatica è stato Enrico Giovannini Direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) “L’Italia – ha affermato – ha sempre mostrato difficoltà a guardare al futuro concentrando le decisioni sul presente, con una conseguente mancanza di programmazione integrata delle infrastrutture”. Per superare la gestione emergenziale e guidare la transizione, secondo il Direttore scientifico di ASviS “È necessaria una governance multilivello, in cui venga ripensato il ciclo della spesa pubblica nella logica del cambiamento climatico, affinché la resilienza infrastrutturale diventi il comune denominatore di tutti gli interventi pubblici e privati”. “Un obiettivo che va raggiunto – ha concluso – diffondendo la cultura della sostenibilità a più livelli, pubblico e privato con un ruolo di AIS sempre più centrale”.
Per Gabriella Chiellino, consigliera AIS “In questa fase di cambiamento epocale le infrastrutture rischiano di stare ferme invece di trovare un linguaggio comune tra investimenti finanziari e la durabilità delle opere sul territorio oltre il cambiamento climatico. Di fronte alla dimensione della finanza pubblica (PNRR) puntiamo a lavorare su partenariati pubblici privati per avviare una nuova fase del sistema infrastrutturale”.
A fornire dati sul rischio dei cambiamenti climatici è intervenuto anche Roberto Carnicelli CEO di Eoliann “Gli eventi estremi sono in continuo aumento, con le infrastrutture europee che subiscono danni da oltre 9 miliardi di euro ogni anno, e ci aspettiamo che questo numero aumenti di 4 volte nei prossimi 40 anni. Per costruire un’Italia resiliente – ha spiegato – occorre costruire infrastrutture resilienti.”
Nel corso del dibattito, il prof. Paolo Tortora del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Bologna ha invece posto l’accento sul valore della space economy – un mercato globale che vale oltre 620 miliardi di dollari – evidenziando come lo spazio non sia più un settore isolato, ma un’infrastruttura di servizio essenziale per le opere fisiche. “L’impiego dell’osservazione della Terra – ha affermato – e dell’interferometria radar satellitare millimetrica offre uno screening continuo delle reti e del territorio ante e post evento, garantendo resilienza e sicurezza. L’impiego sinergico di sensoristica, Intelligenza Artificiale, BIM e tecnologie satellitari radar e ottiche tra cui la costellazione IRIDE e il servizio europeo Copernicus sono ormai la regola”.
“Dati satellitari ad alta risoluzione, modelli fisici del territorio e intelligenza artificiale permettono oggi di monitorare in near real time l’esposizione delle infrastrutture critiche ai rischi climatici, ha sottolineato Gaetano Volpe, CEO e Co-founder di Latitudo 40. “Misurare, con continuità e in modo oggettivo, è la condizione per decidere in maniera tempestiva e rendere davvero resilienti i nostri territori”.
Sulla stessa linea Simone Colla CEO di Nexa Tree secondo il quale “la gestione predittiva degli asset è determinante per passare dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione”. Mentre per Samantha Pilati climatologa, responsabile della rete meteorologica e dell’Area Studi di Fondazione Osservatorio Meteorologico Milano Duomo un aspetto centrale sarà individuare, per ciascuna infrastruttura e per ciascun territorio, le variabili climatiche, le scale spaziali e temporali e gli indicatori realmente significativi”.
A segnare una traiettoria, Stefano Susani, consigliere AIS e CEO di Officine Maccaferri. “Le infrastrutture – ha affermato- costituiscono il presupposto fisico fondamentale della nostra società e del welfare, rappresentando circa il 40% del PIL complessivo nell’ambito della cosiddetta economia fondamentale. Oggi, tuttavia, la progettazione e la gestione di queste opere affrontano sfide inedite dettate dalla digitalizzazione e dal rischio climatico”. “L’intera filiera delle infrastrutture – ha sottolineato – è chiamata a maturare una nuova consapevolezza per favorire un’evoluzione nel rapporto tra uomo, ingegneria ed ecosistema. L’obiettivo è realizzare opere capaci di proteggere il territorio e adattarsi al contesto senza perdere il legame con la storia dei luoghi.”
Digitalizzazione e sostenibilità
Nell’Arena “AI, BIM & Digital”, il Vicepresidente di AIS Luca Ferrari ha invece evidenziato come come il Position Paper n. 8 “Digitalizzazione per la Sostenibilità” realizzato dall’Associazione sia sempre più un framework operativo orientato agli standard normativi (come la norma UNI 11337) e mappato sui 17 obiettivi SDG dell’Agenda 2030, progettato per guidare la gestione dei flussi informativi e il monitoraggio dei KPI ambientali, economici e sociali.
Il futuro delle infrastrutture passa inevitabilmente attraverso l’automazione avanzata (robotica e intelligenza artificiale), l’impiego della realtà virtuale per la formazione e lo sviluppo delle smart cities. Tuttavia, per trasformare l’innovazione in valore concreto, il settore deve affrontare sfide prioritarie quali l’adeguamento delle competenze, la cybersecurity e l’aggiornamento normativo.
In questo ambito AIS svolge un ruolo fondamentale nel creare una cultura comune dell’innovazione digitale lungo tutta la filiera delle costruzioni facendo dialogare committenti, progettisti, imprese, gestori e mondo accademico intorno a standard, processi e obiettivi condivisi. Promuovendo il confronto, la diffusione delle buone pratiche e l’interoperabilità dei dati (come BIM e Digital Twin), AIS accelera la transizione della digitalizzazione da semplice strumento tecnico a reale fattore di sostenibilità ed efficienza.
I casi applicativi: l’esperienza di TELT e il modello BIM
A testimonianza di come l’innovazione guidata da metodologie condivise generi valore tangibile, Chiara Butera responsabile struttura organizzativa Building Information Management di TELT Tunnel Euralpin Lyon Turin ha sottolineando come l’adozione del Building Information Modeling (BIM) e la creazione progressiva del Digital Twin abbiano consentito a TELT di migliorare il coordinamento attraverso ambienti di condivisione dati (ACDat) e modelli interoperabili, riducendo errori, rilavorazioni e sprechi di materiale in cantiere; ottimizzare l’esercizio e la manutenzione: creando una base dati strutturata per la gestione e il monitoraggio delle prestazioni lungo tutto il ciclo di vita dell’opera; garantire l’interoperabilità: integrando BIM, GIS e piattaforme collaborative per decisioni ambientali ed economiche più consapevoli.
Per rispondere a queste sfide epocali, AIS si candida a divenire il punto di riferimento e il motore dell’innovazione per la filiera, promuovendo l’integrazione di tecnologie avanzate nei processi decisionali, normativi ed economici, con un tavolo di confronto multilivello tra istituzioni, stazioni appaltanti, imprese e mondo della finanza. L’obiettivo dell’Associazione è far fare al settore il salto di qualità necessario: trasferire l’innovazione tecnologica – già matura – all’interno della regolamentazione, delle procedure di governance e dei criteri di valutazione economica e finanziaria degli investimenti. A testimoniare l’autorevolezza dei contribuiti di AIS, i Position Paper elaborati nell’ambito dei gruppi di lavoro sono stabilmente richiamati all’interno delle linee guida delle stazioni appaltanti e nei bandi pubblici. Tra i principali traguardi figura l’importanza acquisita dal modello di rating sul “Cantiere Sostenibile“, diventato ad inizio 2025 la UNI PdR 172.
Il prossimo step: “From black to green roads”. Venerdi 30 ottobre presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati verrà presentato il nuovo Position Paper dedicato a “Strade smart e sostenibili “che ha visto impegnati i principali player del settore infrastrutturale italiano.
Le infrastrutture stradali sono considerate poco sostenibili, se non del tutto. Infatti, si ritiene che con il transito dei veicoli si generi inquinamento per l’ambiente, rumore e che siano causa del consumo di suolo del territorio. L’infrastruttura stradale deve però essere concepita come un asset inserito nel territorio e funzionale alle esigenze della collettività: oltre a dotare le strade di sensoristica e di sistemi di trasmissione informazioni strada – veicolo, possono essere utilizzate per generare energia rinnovabile (fotovoltaico), ricaricare i veicoli elettrici con sistemi ad induzione, generare idrogeno verde per l’alimentazione di veicoli pesanti, raccogliere acqua piovana per i periodi siccitosi, ospitare sensoristica per il monitoraggio del dissesto del territorio, essere realizzate con materiali rinnovabili. Proposte e soluzioni, quelle contenute nel nuovo Position Paper di AIS, particolarmente interessanti in questa fase di criticità energetica e di cambiamento climatico. In questo senso anche le infrastrutture stradali possono dare risposte in termini di mitigazione e miglioramento ambientale nonché contribuire alla rigenerazione dei territori.
Nel documento sono contenute soluzioni e buone pratiche già adottate dalle grandi stazioni appaltanti. Un concetto, quello di Strade Smart, che si traduce anche in maggiore sicurezza su strada.
Seguirà il programma.




