
Come si prepara un Paese a un clima che cambia più in fretta delle sue infrastrutture?
È questa la domanda alla quale il nostro socio Eoliann ha voluto rispondere con la ricerca “Adattiva – Scenari di rischio climatico e resilienza infrastrutturale” presentata in anteprima alla Camera dei Deputati in occasione della Giornata internazionale per la riduzione del rischio di disastri naturali.
L’evento è stato promosso dall’on. Luca Squeri e patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e da Associazione Infrastrutture Sostenibili, con il supporto tecnico-scientifico di World Energy Council (WEC) Italia.
Nel corso della presentazione, istituzioni, aziende di infrastrutture ed esperti internazionali hanno dialogato su come proteggere reti, territori e servizi essenziali dagli impatti della crisi climatica.
In rappresentanza di AIS è intervento il vicepresidente Alfredo Martini: “Per raggiungere risultati positivi in termini di resilienza infrastrutturale rispetto ai cambiamenti climatici – ha affermato – occorre partire dalla consapevolezza dei rischi: anche di quelli legati all’eventuale interruzione di servizi. Basti pensare alla vulnerabilità del comparto energetico, cui sono ancorate anche le nuove tecnologie e l’AI. Senza infrastrutture resilienti, pertanto, la vita delle comunità è destinata a peggiorare e la competitività delle nostre imprese a ridursi”.
Il filo conduttore del report sono due Italie possibili al 2050: uno scenario in cui i margini per assorbire pressioni, interruzioni e disservizi – che diventano progressivamente “normali” – sono sempre più ridotti, e un’Italia “adattiva”, la versione desiderabile e speculare a cui la ricerca vuole contribuire.
“Un obiettivo che va raggiunto – ha concluso il vicepresidente – diffondendo la cultura della sostenibilità a più livelli, pubblico e privato dove AIS può svolgere un ruolo rilevante”.



