
Lorenzo Orsenigo intervistato da Pianeta 2030 del Corriere della Sera
Nel giorno della Giornata Mondiale del Suolo, Lorenzo Orsenigo, Presidente di AIS, ha affrontato sulle pagine di Pianeta 2030, il magazine del Corriere della Sera, il tema del consumo di suolo e delle sfide legate alla costruzione di infrastrutture sostenibili.
Come si legge nell’articolo, l’Italia si trova di fronte a un paradosso: da un lato, un crescente consumo di suolo che ha raggiunto i 72,5 chilometri quadrati nel 2023 – l’equivalente delle aree edificate di Torino, Bologna e Firenze messe insieme. Dall’altro, un gap infrastrutturale stimato in 10 miliardi di euro l’anno e un ritardo nelle opere pubbliche, che frena la competitività economica del Paese.
“Non possiamo fermare lo sviluppo, ma possiamo renderlo sostenibile”, ha dichiarato Orsenigo, sottolineando l’importanza di adottare protocolli standardizzati, come il protocollo Envision, per minimizzare l’impatto delle opere sul territorio.
Per AIS, la chiave sta in un nuovo approccio alla progettazione, che integri criteri di sostenibilità in ogni fase: dalla selezione dei materiali alle modalità di costruzione. Oltre ai sistemi di rating, Orsenigo ha evidenziato il ruolo cruciale della ricerca tecnologica: dagli asfalti intelligenti che catturano anidride carbonica, già utilizzati con successo nel Nord Europa, ai digital twins, strumenti in grado di simulare digitalmente le infrastrutture per pianificare interventi di manutenzione e gestione del verde pubblico con precisione e risparmio di risorse.
“Con queste innovazioni”, ha spiegato Orsenigo, “la sostenibilità smette di essere un costo e si trasforma in un valore: crea rendite, genera benefici per le comunità e protegge il pianeta.”
Anche Valerio Molinari, presidente del Climate Change Study Center, è intervenuto sul tema, ribadendo il ruolo strategico delle amministrazioni comunali nella lotta al consumo di suolo. Per Molinari, la chiave è utilizzare gli oneri di urbanizzazione per realizzare opere utili come le vasche di laminazione, che riducono i rischi idrogeologici trattenendo le acque piovane in caso di precipitazioni intense. Un cambio di rotta è necessario e possibile, come dimostrano le recenti analisi legate ai disastri climatici. “Ogni metro di suolo conta”, ha concluso Molinari, evidenziando come azioni preventive e progettazioni mirate possano arginare il consumo e tutelare il nostro territorio.
L’articolo completo è disponibile nel sito di Pianeta 2030.




