
Orsenigo a Milano Finanza: “La sicurezza è sostenibilità. Serve cultura, non solo norme”
“La sicurezza nei cantieri non può più essere considerata un adempimento burocratico: è una leva strategica per lo sviluppo del settore e per la tutela dei lavoratori”. È questo uno dei messaggi chiave lanciati da Lorenzo Orsenigo, presidente di AIS – Associazione Infrastrutture Sostenibili, nell’intervista rilasciata a Milano Finanza in occasione della pubblicazione del nuovo Position Paper AIS, intitolato “Sicurezza sul lavoro: dal cantiere un modello virtuoso di partecipazione, soluzioni digitali e sostenibilità”.
Nel giorno della Festa del Lavoro, i dati Inail restituiscono un quadro ancora drammatico: oltre 500mila infortuni e circa 1.000 morti bianche ogni anno, con un aumento del 3,5% degli incidenti mortali nel confronto tra 2024 e 2023. Il settore delle costruzioni si conferma tra i più esposti, con un tasso di mortalità superiore alla media nazionale. “Eppure, segnali positivi non mancano” si legge nell’intervista “cresce il numero delle grandi società, come Eni e Saipem, che stanno innovando l’approccio alla sicurezza”.
La sicurezza sul lavoro è parte integrante della sostenibilità sociale, perché tutela il benessere delle persone, ma è anche un tema economico: prevenire significa ridurre inefficienze, rallentamenti, costi imprevisti, spiega Orsenigo, che sottolinea l’importanza di un approccio partecipato. Come evidenziato nel Position Paper, non bastano norme e regolamenti, ma serve una cultura condivisa della sicurezza, che coinvolga tutta la filiera, dai committenti ai lavoratori.
Secondo AIS, la svolta passa da tre leve principali: partecipazione attiva e digitalizzazione. Tecnologie come realtà aumentata, realtà virtuale e intelligenza artificiale stanno già offrendo strumenti efficaci per ridurre i rischi: dalla formazione immersiva alla rilevazione automatica dell’uso dei DPI, fino al controllo accessi nei cantieri. Orsenigo cita esempi concreti: “Eni ha introdotto una patente a punti che premia i comportamenti virtuosi e ha incrementato del 25% le segnalazioni di rischio. Saipem ha adottato le HOC – Hazard Observation Cards, strumenti digitali che incentivano la segnalazione dei pericoli”.
Altri casi virtuosi arrivano da Gae Engineering, che ha ridotto del 30% gli infortuni grazie alla formazione condivisa, Amplia Infrastructures, con il programma “Amplia la tua vita”, che ha fatto crescere dell’80% il coinvolgimento dei lavoratori nei percorsi formativi, e TELT, che ha siglato un “patto della sicurezza” coinvolgendo tutti gli attori della Torino-Lione e registrando un calo del 20% degli incidenti grazie a workshop interattivi e strumenti collaborativi.
Ma i rischi restano elevati. Le cause più frequenti sono sempre le stesse: cadute dall’alto, investimenti da mezzi, cedimenti strutturali, esposizione a sostanze pericolose. A questo si aggiungono la sottovalutazione dei rischi e la mancata adozione delle disposizioni di sicurezza, presenti in oltre il 60% dei casi, oltre a un dato allarmante: nel 75% dei cantieri ispezionati emergono irregolarità, spesso legate al lavoro sommerso e al dumping contrattuale.
AIS, con il contributo di FILLEA CGIL e di tutti i soci, propone nel suo Position Paper una serie di azioni operative per rendere la sicurezza una leva strategica e non un mero adempimento. “Il tema del lavoro è al centro del dibattito politico e sociale – conclude Orsenigo –. Come AIS ci rendiamo disponibili a collaborare con istituzioni, imprese e lavoratori per costruire insieme una nuova cultura della sicurezza, alla base della sostenibilità del Paese”.
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